Se in Italia non è Natale senza pandoro e panettone, in Portogallo non esiste tavola senza il Bolo-Rei. Si tratta di un dolce costellato di frutta candita e impregnato di leggende e tradizioni che risalgono già all’epoca dei Romani, che lo utilizzavano durante i banchetti per eleggere il Re della festa tirando a sorte una fava.

Fu la Chiesa Cattolica che decise di associare il dolce alle festività natalizie, dal momento che quel tipo di intrattenimento era tipico del mese di dicembre. Il Bolo-Rei – letteralmente il dolce del re – è infatti un dolce tipicamente natalizio che compare sulle tavole portoghesi dal 25 dicembre al 6 gennaio, data nota come il Giorno dei Re.

Secondo la tradizione, i cristiani dovevano mangiare 12 Bolos-Reis fra Natale e il Giorno dei Re, una festività che molto presto iniziò ad essere celebrata anche in Francia, alla corte di Luigi XIV.

Le origini francesi

Nel 1789, con la Rivoluzione Francese, il Bolo-rei fu proibito. Alcuni pasticceri però, invece di bandirlo, continuarono a produrlo sotto il nome di Gâteau dês Sans-culottes.

Non ci sono dunque dubbi sul fatto che il Bolo-Rei abbia origini francesi e che si sia successivamente diffuso in tutta Europa, Portogallo compreso. Qui, però, la ricetta è stata modificata e adattata alle tradizioni locali. Nella maggior parte delle province francesi la ricetta il dolce è fatto di pasta sfoglia ripiena di crema. Il Bolo-Rei portoghese, invece, segue la ricetta del sud della Loira: un dolce a forma di corona fatto con la pasta lievitata che contiene una fava simbolica, che può essere anche un oggetto di porcellana.

Stando a quanto si sa, il primo a vendere il Bolo-Rei in Portogallo fu la Confeitaria Nacional a Lisbona nel 1870, grazie alla ricetta che Baltazar Castanheiro Júnior portò da Parigi. A Porto fu invece la Confeitaria Cascais, nel 1890, che iniziò a vendere il Bolo-Rei realizzato secondo la ricetta del proprietario Francisco Júlio Cascais.

Il Bolo-Rei nei secoli

Così il Bolo-Rei ha superato con successo il regno della regina D. Maria II e dei re D. Pedro, D. Luis, D. Carlos e D. Manuel II, passando per l’Estado Novo di Salazar e Marcelo Caetano e la Rivoluzione del 25 aprile del 1974.

Fu con la proclamazione della Repubblica il 5 ottobre del 1910 che arrivarono i tempi bui. L’esistenza del Bolo-Rei venne messa a rischio a causa della parola Rei  – Re. Una volta scomparso il simbolo del potere supremo, sarebbe dovuto sparire anche il Bolo-Rei oppure avrebbe dovuto avere un nome diverso. E per un periodo fu così: venne chiamato ex-bolo rei, bolo de Natal, bolo de Ano Novo, oppure bolo Nacional.

Con il tempo, venne però dato credito al fatto che la nomenclatura Bolo-Rei fosse indicazione della ricchezza di ingredienti che compongono il dolce. Questo non impedisce tuttavia di associarlo ai Re Magi, anche grazie alla leggenda portoghese che ne narra le origini.

La leggenda

La leggenda racconta che in un luogo lontano vivevano tre uomini che studiavano le stelle e il cielo. Questi uomini saggi si chiamavano Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, ai quali la tradizione attribuisce il nome de “i tre Re Magi”.

Una notte, mentre osservavano il cielo, videro una nuova stella, molto più luminosa delle altre, e la interpretarono come l’annuncio della nascita del Figlio di Dio. Decisero di seguirla, portando con sé tre doni: incenso, oro e mirra, per poterli dare al neonato Messia.

Arrivati a Betlemme, appena prima della grotta dove si trovava il bambin Gesù, i Re Magi si trovarono di fronte ad un dilemma: chi di loro avrebbe avuto il privilegio di essere il primo a presentare il suo dono? Questo quesito li fece discutere.

Un artigiano che passava di lì udì la conversazione e propose una soluzione: chiese a sua moglie di fare un dolce, all’interno del quale avrebbe dovuto mettere una fava.

La moglie non si limitò a fare un semplice dolce, ma ne realizzò uno che simboleggiasse i doni che i Magi portavano. Così il dolce aveva una crosta dorata che simboleggiava l’oro, la frutta candita per la mirra e lo zucchero che rappresentava l’incenso.

Il dolce fu diviso in tre parti e colui che avesse trovato la fava sarebbe stato il primo a offrire il suo dono al bambin Gesù.

Proprio in memoria di questa leggenda, ancora oggi in Portogallo si nasconde una fava o una moneta all’interno del Bolo Rei e si dice che porti fortuna a chi la trovi a patto che si impegni ad offrire il dolce l’anno successivo.
Ma questa non è l’unica tradizione legata al dolce dei Re Magi. Ogni anno, infatti, i portoghesi pongono la prelibata corona in mezzo alla tavola imbandita la sera della Vigilia con dolci e bontà di ogni genere. La lasciano così per tutta la notte. Si dice, infatti, che durante l’intera notte di Natale gli spiriti dei defunti si aggirino nelle case.

Rosi

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