Pupazzi di neve, freddo, sciarpe, cappelli, guanti e chi più ne ha più ne metta.
Verde, rosso e a volte anche l’oro.
Oggetti e colori che ricordano il periodo natalizio e il mese di dicembre in Italia, insieme a regali, luci e dolciumi di ogni sorta.
Ma com’è il Natale dall’altra parte del mondo? In Brasile, ad esempio?

Beh, per scoprirlo, dobbiamo innanzitutto cambiare abbigliamento. Via il cappotto, via il cappello e la sciarpa, lasciamo il posto a una maglietta colorata a mezze maniche.
Sì, perché mentre da noi è pieno inverno, in Brasile questo è il periodo dell’anno in cui sta per iniziare l’estate!

Il Brasile infatti, come tutti i Paesi che si trovano sotto la linea dell’Equatore, presenta le stagioni invertite rispetto al nostro emisfero settentrionale. L’estate comincia a dicembre e i mesi di gennaio e febbraio sono i più caldi dell’anno. Sicuramente la notevole estensione del paese, la conformazione e la differente altitudine determinano una notevole varietà di climi, ma di certo non trascorrono un Natale innevato come noi.

La cena

Il Brasile ha ereditato diverse usanze natalizie dai propri colonizzatori europei. Quindi, a parte il caldo, il loro Natale è molto simile al nostro.
Si festeggia la vigilia – a ceia de Natal – e il pranzo – o almoço de Natal –con la tavola piena di portate di vari tipi di carne (pollame, pesce, maiale, agnello), piatti caldi (contorni, lasagne e cannelloni) e piatti freddi (insalate, verdure cotte, grigliate e ripiene), frutta fresca e tanti dolci.

Non manca mai il tacchino ripieno (ereditato dall’America del Nord) di farofa e non solo, un impasto a base di farina di manioca arricchito e insaporito da carne secca, salsiccia, cipolla e uovo.
Il panettone – che arriva dall’Italia – c’è sempre, insieme alla frutta secca, al baccalà e alle rabanadas*un dolce tipico del Portogallo a base di pane integrale a fette, bagnato nel latte, poi nelle uova sbattute e infine fritto. Viene servito cosparso di zucchero alla cannella o di sciroppo d’acero o miele.

In passato, in Portogallo usavano la parola rabanada solo a nord del fiume Mondego. Nelle zone a sud del fiume, chiamavano lo stesso dolce: fatia-dourada – fetta dorata.
Mentre in Portogallo le rabanadas sono un dolce “senza tempo”, in Brasile vengono messe in tavola soprattutto nel periodo natalizio.

I festeggiamenti, dunque, iniziano con la cena di Natale e la Messa della Vigilia che, nei paesi di lingua portoghese e spagnola, chiamano Missa do Galo. Esistono numerose leggende che tentano di spiegare l’origine di questa espressione.

Si narra, ad esempio, che fu Papa Sisto III a coniare l’espressione nel 1400, quando istituì una messa per celebrare la nascita di Cristo ad galli cantus (nel momento in cui il gallo canta), ossia all’inizio del nuovo giorno: alla mezzanotte.
Un’altra leggenda racconta invece di un gallo che assistette alla nascita di Gesù Bambino e che da quel momento ha assunto il compito di celebrare e annunciare ogni anno la data al mondo.

I regali

L’abitudine di scambiarsi regali è molto radicata in famiglia come nel lavoro. Viene sempre organizzato l’amico segreto – o amigo secreto – un gioco che inizia con il sorteggio di un nome tra i partecipanti che diventerà l’amico segreto, cioè, che non viene svelato.
Proprio come in Italia poi, anche in Brasile nella notte di Natale arriva Babbo Natale – Papai Noel– a portare i regali a grandi e piccini!

Tra gli eventi più attesi dell’anno figura senza dubbio l’accensione dell’Árvore de Natal flutuante, ossia l’Albero di Natale galleggiante. Questo colosso di 85 metri ha guadagnato il primato di “albero più grande del mondo”  tra i Guinness World Records con i suoi chilometri di ghirlande e le sue 542 tonnellate di peso.
I brasiliani collocano l’albero su una piattaforma nella Laguna Rodrigo de Freitas di Rio de Janeiro, un’ampia area verde circondata da quartieri e collegata al mare da un canale.

Non bisogna poi dimenticare il Natal Luz de Gramado, la festa più folcloristica dell’America Latina. Gramado è una cittadina brasiliana situata nello Stato del Rio Grande do Sul. In questo periodo le vie della cittadina si riempiono di persone per trascorrere un Natale ricco di eventi e tradizioni.
(Se volete scoprire la programmazione di quest’anno cliccate QUI!)

In Brasile non si festeggia la Befana né Santo Stefano, ma dopo capodanno si comincia subito a preparare tutto per il carnevale!

Dal Brasile per il momento è tutto, ma restate sintonizzati, perché le meraviglie e le usanze dal mondo sono appena iniziate!
Nel frattempo, vi auguro un Feliz Natal ♥
Rosi

*Curiosità:

In Francia si preparano con caratteristiche simili alle rabanadas il pain perdu
Nel Regno Unito e nei paesi di lingua inglese, così come in Giappone, sono note come French toast.
In Colombia, Cile ed Ecuador si chiamano tostadas francesas.
In Guatemala sono chiamate tostadas a la francesa; e sul confine settentrionale del Messico pan francés.
In Argentina e Uruguay vengono chiamate torrejas, mentre in Venezuela tacones, anche se il termine è ormai caduto in disuso.

Lascia un commento