“E allora, in quell’esatto momento, non appena finisce di parlare, Inês muove il primo passo verso la morte che renderà eterno il suo nome.”[1]

Inês de Portugal, scritto da João Aguiar ed edito da Tuga Edizioni (2014) ricostruisce pagina dopo pagina la storia d’amore tra Pedro e Inês[2], alternando tinte tenui ad altre forti e attingendo a piene mani da uno dei maggiori miti della coscienza collettiva portoghese.

Inês de Castro nacque nel 1320/1325, figlia naturale di Don Fernández de Castro e cugina di Costanza Manuel de Villena (figlia di Alfonso Fernández, detto il Saggio).

Quando quest’ultima fu promessa in matrimonio all’erede al trono portoghese – Pedro I, detto il Giustiziere o il Crudele o il Vendicativo – Inês la seguì in Portogallo come dama di compagnia.

Come accade per la maggior parte dei matrimoni combinati, Pedro non era innamorato della moglie e la situazione peggiorò quando conobbe Inês, di cui si innamorò perdutamente.

L’amore di Pedro fu presto corrisposto e i due amanti consumarono il loro amore segretamente, fino a quando non furono scoperti dal re Alfonso. Quest’ultimo era assolutamente contrario a quel rapporto proibito, non solo perché Pedro era già sposato, ma anche perché Inês non era nobile e l’unione non avrebbe portato alcun vantaggio alla corona, ma solo problemi diplomatici. Tentò più volte di portare il figlio alla ragione, ma senza successo.

“Non c’è volto come il suo. Non c’è sguardo così profondo né sorriso così dolce, al contempo allegro e addolorato. Non c’è oro come quello dei suoi capelli. Non c’è anima come la sua. Non c’è donna che lei si possa comparare in tutti i regni d’Europa, né nelle terre dei Mori né certamente nei lontani i domini dell’imperatore d’oriente questo io lo so con una certezza così salda che lo posso giurare sulla mia salvezza.
E mi appartiene, come io le appartengo, e farò di lei un giorno mia moglie davanti a Dio e agli uomini, mia sposa e Regina, e insieme staremo, come ora lo siamo, ma senza paure né cautele e i vescovi dovranno baciare la mano e i popoli, quando lei passerà, si dovranno inginocchiare e benedirla e chiamarla signora e nostra madre.
Non c’è al mondo amore come questo.
Alfonso, non c’è stato né ci sarà al mondo amore come questo…”[3]

Nel 1345 Costanza morì dopo aver dato alla luce Ferdinando, figlio legittimo ed erede al trono. Fu allora che Pedro rese nota a tutti la sua relazione con Inês. Il re, Alfonso IV, cercò di convincere Pedro a risposarsi, ma quest’ultimo non voleva prendere in moglie nessun’altra all’infuori della sua amata Inês.

Pedro e Inês de Castro si sposarono ufficialmente a Braganza nel 1354 ed ebbero dei bambini, che costituivano una minaccia per il legittimo erede al trono.

Sentendosi minacciati dal re, i due amanti si ritirarono a Coimbra, dove vissero non lontani dal Monastero di Santa Clara e i giardini di Quinta das Lagrimas[4] divennero il loro rifugio d’amore preferito.

Probabilmente fu questa la fatidica goccia che fece traboccare il vaso: nel gennaio 1355 – spronato dai tre nobili Alonso Gonçálvez, Pedro Coelho e Diego López Pacheco, nemici della famiglia Castro – Alfonso IV, non riuscendo in alcun modo a separare i due giovani, approfittò dell’assenza di Pedro e si recò a Coimbra con l’intenzione di uccidere Inês.

Saputo dell’arrivo del re, la donna, con attorno i figli nati da quell’amore proibito, si inginocchiò ai suoi piedi e, supplicò pietà. Il re si commosse, ma proprio quando aveva deciso di andarsene, i tre nobili si avventarono su Inês e la uccisero a coltellate[5].

In preda all’ira per l’omicidio della moglie, Pedro scatenò una guerra civile contro il padre.

Alla morte di Alfonso IV, Pedro fu incoronato re e si vendicò degli assassini dell’amata facendoli giustiziare. Nel 1360 rese ufficiale il suo matrimonio con Inês de Castro, proclamandola regina del Portogallo, e ne fece riesumare il corpo per poi seppellirlo in una splendida tomba nel monastero di Alcobaça, dove poi fu sepolto lui stesso.

Tomba di Inês de Castro ad Alcobaça

La vicenda, arricchita di particolari fantasiosi come l’incoronazione del cadavere della regina, ispirò la tragedia A Castro[6] di António Ferreira e alcune strofe del poema epico Os Lusíadas di Luís Vaz de Camões.

Oggi nei giardini di Quinta das Lagrimas a Coimbra, si celebra l’amore dei due giovani amanti.

Quinta das Lágrimas – Coimbra

Una delle attrazioni più famose del giardino è la Fonte das Lágrimas. La fonte è così chiamata perché, come dice questa lapide posta accanto alla fonte, si dice che fu proprio lì che la fanciulla fu assassinata, sporcando di sangue le acque della fonte.

Fonte das Lágrimas

[1] Pag 42; Inês de Portugal; João Aguiar; Tuga Edizioni (2014)

[2] Grafia portoghese. In spagnolo la grafia corretta del nome è Inés.

[3] Pag 75; Inês de Portugal; João Aguiar; Tuga Edizioni (2014)

[4] Un tempo accoglieva re e imperatori portoghesi, oggi Quinta das Lágrimas è un hotel di lusso, un palazzo del XVIII secolo circondato da giardini lussureggianti. La leggenda narra che il fantasma di Inês vaghi ancora per i giardini alla ricerca di Pedro.

[5] Il Chronicon Conimbricensi comunque riporta che fu Alfonso IV a dare l’ordine di uccidere Ines.

[6] Scritta nel 1558, ma pubblicata postuma dal figlio nel 1587, dopo che l’autore morì di peste.

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